Conosci davvero il tuo eCommerce?

Il nuovo ruolo dei Knowledge Graphs.

Nel mondo dell’Ecommerce si parla spesso di performance: usabilità, traffico, conversioni, posizionamento nei motori di ricerca. Le operazioni di ottimizzazione applicate a questi contesti si basano principalmente sulla vera risorsa strategica che ogni merchant possiede già: la propria base di dati. Prodotti e varianti, attributi e categorie, recensioni, clienti, storico degli ordini, cronologia delle ricerche: ogni elemento dell’ecosistema Ecommerce genera informazioni che possono diventare valore.

Eppure, in molti casi, questi dati restano frammentati, scollegati o sottoutilizzati, spesso e volentieri direi anche ignorati: il Merchant deve possedere una conoscenza che vada oltre ciò che presenta al pubblico in una pagina web, deve saper aumentarne l’interesse arrichendo i contenuti di informazioni ma soprattutto di relazioni.

“Occhio che non vede, dato che non duole…”

Se chiedessimo ad un Merchant quale delle sue categorie ha generato più fatturato negli ultimi cinque anni, la risposta potrebbe essere praticamente immediata e precisa, ma se volessimo rendere l’analisi più complicata e sapere quali sono gli attributi in comune di quei prodotti che che negli ultimi cinque anni hanno venduto meglio nel mercato europeo, oppure conoscere le parole maggiormente utilizzate nelle recensioni neutre o negative e capire se c’è una correlazione sui prodotti o i servizi che hanno generato un grado di insoddisfazione, è qui che il ruolo dell’analista dei dati si scontra molto facilmente con il disinteresse del Merchant: ogni giorno un Ecommerce genera dati che diventano una base solida del proprio storico per pianificare le azioni future del proprio business. Ma se questi dati non vengono visti, letti, collegati e interpretati, restano invisibili e inutilizzati.

E, come da proverbio, ciò che non si vede non fa male… o almeno così si pensa. In sostanza non soffri perché non sai, ma stai perdendo valore senza accorgertene. Questa “cecità digitale” ha un costo enorme:

  • Si perdono opportunità di ottimizzare il catalogo.
  • Si ignorano i segnali per migliorare l’esperienza utente.
  • Si trascurano relazioni tra prodotti, preferenze, bisogni…

… tutto ciò che un Knowledge Graph potrebbe svelare!

Knowledge Graphs: l’era del Web Semantico

È proprio in questo tipo di analisi che entrano in gioco i Knowledge Graphs, o “Grafi di conoscenza”: strutture dati che non si limitano a contenere informazioni, ma che collegano, descrivono e arricchiscono il significato delle relazioni tra entità. In questo articolo ti racconto brevemente cosa sono, perché stanno diventando sempre più centrali, e come possono trasformare il tuo ecommerce in un sistema realmente “consapevole delle proprie informazioni”.

Derivante dalla branca della Teoria dei Grafi, questo nuovo approccio all’analisi del dato è da considerarsi nuovo solo perchè se ne sta riscontrando l’efficacia — e anche una certa popolarità — su progetti sempre più vicini ai nostri ambiti, e per di più la sua indipendenza dal contesto in cui si applica permette anche di risolvere i problemi di accuratezza nelle risposte fornite dai modelli di Intelligenza Artificiale… ma, come sempre , dietro alla popolarità di un servizio c’è sempre una grande Big Tech…

Google utilizza già da molto tempo i concetti dei Knowledge Graphs, e si può affermare che il loro utilizzo ha dato inizio all’era del Web Semantico, dove i motori di ricerca non solo devono restituire risultati sulla base del testo contenuto nelle pagine web, ma è importante definirne anche il loro “significato”. Con l’avvento dei Rich Snippets infatti il concetto di pagina Web si arricchisce (ecco perchè “rich”) di informazioni che possiedono una struttura ben definita: quando un Ecommerce aggiunge all’interno delle proprie pagine i dati semantici, fornisce a Google informazioni chiare e strutturate su prodotti, recensioni, prezzi, disponibilità — tutti elementi che possono comparire direttamente nei risultati di ricerca proprio come Rich Snippets. Questi dati non servono solo a “fare bella figura” su Google: sono atomi di conoscenza che alimentano il grafo semantico interno di Google stesso.

In altre parole, ogni dato strutturato è un nodo o una relazione potenziale nel Knowledge Graph pubblico di Google, migliorando la visibilità, il contesto e la pertinenza semantica del tuo brand o prodotto.

Generare un Knowledge Graph, concetti di base

Per capire meglio l’efficacia di un Knowledge Graph per la tua attività dell’Ecommerce provate questo esercizio manuale ma molto semplice:

— Prendete una pagina di un prodotto/categoria del vostro Catalogo Ecommerce, sul quale avete applicato in passato una minuziosa attività di ottimizzazione dei contenuti SEO, in particolare la sua decrizione, i dati tecnici, le recensioni, sezioni della pagina molto ricche di informazioni testuali.

— Prendete adesso un foglio bianco e rispolverate quelle nozioni basilari della vostra Scuola superiore in cui l’insegnante di Storia vi invitava a creare delle Mappe Concettuali per organizzare meglio le relazioni tra eventi, personaggi, luoghi, insomma tutto quello che può essere messo in relazione tra le entità del vostro contesto applicativo.

— Ponete al centro di questo grafico la vostra entità scelta e adesso iniziate ad estenderla con altri concetti/entità, tenendo sempre una regola in mente: ogni nodo di questo schema dovrà essere messa in relazione con un attributo.

Visita Migmag a questo link per continuare a leggere!

Autore:

Antonio Intagliata