In un’epoca in cui ogni brand rischia di diventare un contenitore vuoto – pronto ad adattarsi a ogni canale ma incapace di dire qualcosa di vero – riflettere sul senso profondo del branding non è solo utile: è necessario.
Lo scorso 10 giugno, al Circolo del Design di Torino, si è tenuta la seconda Conversazione Collaborativa organizzata dal Branding Hub di UNA – Aziende della Comunicazione Unite, dal titolo:
“Verso il Pop Branding: il branding e il marketing nella società 5.0 (Hyper Smart Society)”.
Un’occasione per mettere in discussione i modelli tradizionali, aprire nuove prospettive e chiedersi: cosa significa oggi costruire una marca realmente significativa?
Tra i relatori, anche Michele Cornetto, founder di Tembo, insieme a esponenti del mondo istituzionale e aziendale come Valentina Campana (Città di Torino), Maurizio Bramezza (Euromaster), Simona Quaglia (Urmet), Valerio Saffirio (Black Engineering) e Ruben Abbattista (Circolo del Design).
Ne è emerso un quadro ricco, plurale, in cui la marca non è più solo un segno distintivo o un sistema valoriale da comunicare, ma una struttura narrativa generativa, in grado di accogliere linguaggi emergenti, contaminarsi con le culture contemporanee, e abitare i media invece che semplicemente usarli.
Michele Cornetto ha ricordato come oggi un brand si misuri non più solo per ciò che vende, ma per come abita il mondo:
“Un brand diventa realmente pop quando restituisce valore culturale. Quando dimostra attenzione per il contesto, capacità di leggere i segnali deboli, di stare in una conversazione anche senza dominarla.”
Una visione che si intreccia con il concetto di Branded Commerce: un modello fondato sull’identità e non sulla pura performance, dove il contenuto non è mai fine a sé stesso, ma conseguenza di un sistema coerente di valori, comportamenti e relazioni.
Tra i temi emersi:
Nel contesto della società 5.0 – una società iperconnessa, predittiva, automatizzata ma profondamente umana – i brand sono chiamati a evolvere. Non più come macchine persuasive, ma come spazi relazionali, contesti culturali capaci di accogliere la complessità e trasformarla in senso.
Come ha sottolineato uno degli interventi finali:
“Il vero asset oggi è il coraggio. E il coraggio, come il POP, non si può pianificare: si agisce.”
In questo, Tembo continua a esplorare, a mettere in discussione, a costruire. Perché il futuro del branding, prima ancora che nei canali, si gioca nel modo in cui le marche scelgono di stare al mondo.
Nei prossimi giorni verranno pubblicati tutti i contributi sul sito: marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/category/pop-management/