28.04.2022 /

Radioheadverse: Benvenuti in Kid A Mnesia Exhibition

di Gabriele Rubbi | Art Director & UI Designer, Tembo


 

Sta cosa del metaverso ci è un po’ sfuggita di mano.

Se stai leggendo questo articolo e sei anche uno di quelli che su Linkedin reactano con "mmm interessante" ogni post in cui compare #metaverso allora mettiti una mano sul metacuore e chiediti “ma non è una roba che esiste da vent’anni?”. (Almeno su Second Life avevamo le gambe, ndr).    

TL;DR: ormai diffido da chi usa la parola #metaverso con leggerezza, soprattutto nel branding dove l’agonismo ha superato la voglia di chiedersi che cosa, il metaverso, possa offrire a noi consumatori, utenti, persone. Un’idea avuta cinque minuti fa è già un’idea vecchia, ma per creare qualcosa che abbia valore reale (e non metavalore) forse bisogna sedersi un attimo e ragionare.

E oggi, dove basta schiaffare un meta-adesivo sopra il prossimo metamondo in uscita, avere il tempo di ragionare è un lusso per pochissimi.

I Radiohead sono dei privilegiati quindi? Sì, anche perché, siamo onesti, oltre trent’anni di carriera aiutano: il frontman è cantante, coreografo (improvvisato) ma anche artista, quindi di valore da comunicare al mondo ne ha eccome. Per i vent’anni dall’uscita di Kid A e Amnesiac, album usciti a pochi mesi di distanza tra il 2000 e il 2001 e diametralmente opposti al precedente OK Computer di qualche anno prima, Thom Yorke e Stanley Donwood si erano immaginati una mostra reale, ma non è stata tanto la pandemia a scombussolare i piani quanto la necessità di tramutare in 'esperienza viva quel percorso che avevano in mente. E dato che il genio trasforma la necessità in virtù, il reale è diventato digitale e interattivo: a fine 2021, in collaborazione con Epic Games, esce Kid A Mnesia Exhibition, su PC e Playstation 5.

Gli artwork dell’album diventano mondi brutalisti, stanze distopiche dove il visitatore (o giocatore) può immergersi. Un’esibizione da vivere obbligatoriamente con le cuffie sulla testa, impossibile altrimenti godere della colonna sonora: avvolgente, dalle tonalità profonde, melmose, scure.

L’esplorazione in prima persona è immersiva, non ci sono combattimenti, enigmi da risolvere. Si ascolta. E si guarda. Si passa da una selva dantescaabbozzata in bianco e nero a corridoi angusti in puro stile Control, con sagome disumane che si muovono sullo sfondo in lontananza.

L’esperienza è mistica, impossibile non sentirsi in balia del labirinto sensoriale pensato da Yorke, coyote spaziale (cit.) dell’intera opera.

Il paesaggio finale, disegnato intorno alla copertina di Kid A, è il degno epilogo di qualcosa di nuovo, fresco che andrebbe percorso più spesso e con più coraggio.

Senza per forza tirare in ballo il #metaverso.

 


Potete trovare Kid A Mnesia Exhibition su Epic Store

https://store.epicgames.com/it/p/kid-a-mnesia-exhibition

 

E su Playstation Store

https://store.playstation.com/it-it/concept/10003085/