09.12.2021 /

Dal gaming al lavoro: come il Metaverso ci cambierà la vita.

Di Federica Levanto | Junior Social Media Specialist, Tembo

Lo scorso 28 ottobre, durante l’evento Facebook Connect, Mark Zuckerberg ha annunciato il tanto atteso rebranding della sua creatura più famosa: da ora in avanti Facebook, Instagram, Messenger e Whatsapp saranno unite sotto il nome di “Meta”.

Quando Facebook è stato lanciato, nell’ormai lontano 2004, ha cambiato radicalmente il modo in cui le persone interagivano a distanza. App come Messenger, Instagram e WhatsApp hanno poi ulteriormente potenziato la capacità di connessione di miliardi di persone in tutto il mondo. Ora, Meta si sta muovendo oltre gli schermi 2D per esplorare esperienze immersive come la realtà aumentata e virtuale e modificare ancora una volta il corso dell’evoluzione della tecnologia social.
E spalancare le porte del metaverso.

 

 

Ma che cos’è un metaverso?

Si tratta di un universo 3D persistente, online, che combina differenti spazi virtuali e che può essere considerato come una futura evoluzione di Internet. 

È un concetto futuristico ma che affonda le sue radici nel passato: il termine metaverso compare per la prima volta in “Snow Crash”, il romanzo di fantascienza del 1992 di Neal Stephenson nel quale le persone usano avatar digitali di sé stessi per esplorare il mondo online, spesso come un modo per fuggire da una realtà distopica.

Negli ultimi anni, questo concetto è riemerso ed è andato oltre la visione di Stephenson di un mondo virtuale 3D immersivo, per includere elementi del mondo fisico che interagiscono con ambienti virtuali.

Quindi il metaverso non è limitato alla realtà virtuale (VR) ma comprende risorse interattive e realistiche, come la capacità di muoversi da un luogo all'altro. A sentire le ultime dichiarazioni di Zuckerberg, in futuro saremo infatti persino in grado di teletrasportarci istantaneamente, sotto forma di ologramma, in ufficio, a un concerto con degli amici o nel salotto dei nostri genitori senza muovere un passo.

In questo nuovo ambiente potremo condividere esperienze coinvolgenti anche con persone fisicamente distanti o svolgere attività impossibili per il mondo fisico.

 

Perché spesso il metaverso è associato al gaming?

Attualmente, i videogiochi offrono l'esperienza che più si avvicina a quella di un metaverso.
Nei titoli di ultima generazione, infatti, non ci si limita a “giocare una partita”, ma si sfrutta il gioco per numerosissime altre attività. Un esempio? I 12,3 milioni di giocatori che si sono connessi a Fortnite per partecipare al concerto virtuale di Travis Scott all’interno del gioco.

Particolarmente interessanti sono i giochi play-to-earn, che permettono ai giocatori di guadagnare realmente e possedere beni digitali che possono poi vendere fuori dal gioco a loro discrezione.

I giochi play-to-earn si basano sulla tecnologia blockchain, anche sotto forma di token non fungibili (o NFT), come base per la creazione di valore. Un NFT è un tipo speciale di token crittografico che rappresenta l'atto di proprietà di un bene digitale unico e non intercambiabile. In pratica, gli NFT possono assumere molte forme all'interno dei mondi virtuali: personaggi, oggetti, terreni e altro ancora.

Un esempio di gioco play-to-earn che sta dando alle persone un assaggio del metaverso è Playermon, un gioco in cui gli utenti possono guadagnare portando a termine le missioni e competere in diverse modalità di gioco, allevando animaletti domestici e vendendo o affittando beni NFT.

 

 

Il metaverso inciderà profondamente anche sul mondo del lavoro.

Come abbiamo visto, il nostro lavoro potrebbe essere strettamente legato al metaverso e fornirci un reddito utilizzabile sia al suo interno che nella vita reale.

Se il metaverso riuscirà davvero a cambiare il modo in cui le persone interagiscono, è molto probabile che assisteremo a un’evoluzione anche nel modo in cui ci interfacciamo con colleghi, fornitori e clienti. Considerato che ormai molte persone lavorano in smart working e che sempre più aziende investono in opportunità a distanza per il loro personale, il metaverso giocherà un ruolo importante offrendo nuove forme di occupazione in quello che Zuckerberg chiama "ufficio infinito" e rimodellerà l'economia digitale.

Zoom ha trasformato l'ambiente di lavoro rendendolo remoto e ibrido, ma lo sviluppo del metaverso potrebbe essere la svolta definitiva, in quanto migliorerà la qualità del lavoro a distanza e delle relazioni, rimettendo un po' dell'elemento umano nelle riunioni virtuali bidimensionali a cui siamo abituati.

 

 

Uno sguardo al futuro

Non esiste ancora un metaverso unificato ma possiamo già intravedere alcuni sviluppi che potrebbero portarne alla creazione. Non sappiamo neanche quando e se l’idea di metaverso di Zuckerberg diventerà realtà. Ciò che è certo è che prima di questo dovranno essere affrontate e risolte tutta una serie di sfide, a partire dallo sviluppo di nuovi modi sicuri di creare, scambiare e pagare per beni e servizi digitali fino alla risoluzione delle minacce alla privacy, ai diritti di proprietà e ai danni ambientali causati dalla massiccia potenza di calcolo necessaria per sostenere mondi digitali alternativi.